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Parco dello Scrivia

GEOGRAFIA
La Valle Scrivia, ubicata nel settore sudorientale del Piemonte, ha origine alle spalle di Genova e rappresenta una delle incisioni più notevoli del versante settentrionale dell’Appennino Ligure. Il torrente Scrivia nasce dal monte Prelà (m 1.406 s.l.m.) col nome di Laccetto, bagna Torriglia e a Laccio prende il nome di questo paese. A Brovia si unisce al torrente Pentemina e assume il nome di Scrivia. Dopo un percorso di circa 90 km, va ad alimentare il fiume Po nel quale sfocia poco dopo aver varcato il confine tra le Regioni Piemonte e Lombardia. Nel suo percorso riceve le acque del Vobbia, Borbera, Ossona e Grue

GEOMORFOLOGIA
Dal punto di vista geomorfologico, il bacino dello Scrivia va suddiviso in due settori contigui con caratteri diversi: la pianura di Alessandria che si apre in direzione nord-ovest a partire da Serravalle Scrivia e il settore a nord-est di Tortona. Ad est del torrente sono facilmente riconoscibili i terrazzi (colline di Tortona, Villalvernia e Cassano Spinola) e verso sud (collina di Novi Ligure). Dai 400 m s.l.m. di quest’ultima, la pianura degrada verso nord-ovest scendendo di quota dai 200 m s.l.m. di Serravalle Scrivia ai 100 m s.l.m. al confine tra i comuni di Frugarolo e Alessandria per giungere a circa 80 m s.l.m. dove lo Scrivia si immette nel fiume Po.

CLIMA
Nel complesso il regime climatico dell’area è di tipo continentale, caratterizzato da un solo massimo e un solo minimo per le temperature: a Tortona, il mese più freddo è gennaio, media di 1,7°C, mentre il mese più caldo è agosto con 24°C. Per le precipitazioni si ha il classico regime annuale a due massimi : sempre a Tortona si rilevano a maggio ed a novembre (99,9 mm); e due minimi che cadono a gennaio e luglio (28,7 mm). Il regime delle portate dello Scrivia è connesso a quello meteorico; i massimi e minimi, però risultano sfalsati nel tempo: massimi di portata in marzo e novembre alternati ai minimi di febbraio e agosto.

IDROLOGIA
La spina dorsale della Valle Scrivia è il torrente omonimo che la percorre per tutta la lunghezza, in direzione da Sud a Nord, incidendo la pianura in modo più o meno marcato e regolando la vita dell’intero ecosistema.
Dal punto di vista morfologico il Torrente Scrivia presenta un alveo meandriforme di tipo intrecciato; ciò significa che, al contrario dei corsi d’acqua di notevole portata, non presenta un unico letto ampio ed uniforme, ma il suo corso si suddivide in più rami che continuamente si intersecano e si ridividono.

ANTROPIZZAZIONE – ASPETTI STORICI
Vie di comunicazione naturali tra costa ligure ed entroterra, lo Scrivia ed il Tanaro hanno svolto un ruolo fondamentale per gli scambi e le comunicazioni delle comunità preistoriche. L’età romana è quella che ha iniziato il processo di antropizzazione del territorio di cui sono ancora leggibili le tracce delle vie consolari : la via Postumia (da Piacenza a Genova), la via Fulvia (collegamento della pianura con Torino) e la via Aemilia Scauri (per Savona via Acqui) e della centuriazione, processo di divisione del terreno. Se l’età romana ha posto le basi dello sviluppo di Tortona e Castelnuovo, al Medioevo deve certamente legarsi lo sviluppo di Novi, Castellar Ponzano, Villalvernia ed il sorgere dell’Abbazia di Rivalta ad opera dei monaci cistercensi.

VEGETAZIONE
La presenza ormai esigua di macchie boschive spontanee lungo i terreni golenali in prossimità del corso d’acqua è caratterizzata da specie quali pioppo nero, pioppo bianco e salice, ormai ampiamente sostituiti da robinia. La vegetazione naturale potenziale è rappresentata dal bosco misto avente per elemento dominante la farnia. Entravano a far parte di questa associazione il carpino bianco, il frassino maggiore, l’acero montano, l’acero campestre, l’olmo campestre, il tasso ed il tiglio nostrano. Le specie accompagnatrici del piano dominato sono: prugnolo, spincervino, biancospino oltre a corniolo, evonimo, nocciolo ed i viburni.

FAUNA
La popolazione ornitica dello Scrivia è rappresentata da: il nitticore, le garzette, gli aironi cinerini, il rarissimo tarabuso ed il timido cavaliere d’Italia. Vanno altresì segnalati nelle zone umide ricoperte da canneti, i germani, i mestoloni, le morette. Nelle distese dalla vegetazione rada si osservano l’allodola, la cappellaccia mentre gli alberi ospitano usignoli, capinere, sterpazzole, upupe, ghiandaie e picchi. In rapida espansione sono il martin pescatore e soprattutto d’estate lungo le scarpate prive di vegetazione il gruccione.
L’ ittiofauna è rappresentata da specie comune quali cavedano e barbo. Negli ambienti laterali del torrente (“lanche”, “morte”) si segnalano cavedano, carpa, tinca, luccio e anguilla.

ITINERARI
– percorso ciclo pedonale torrente Scrivia
– sentiero “A. Bricchi”

– Le Camminate del Benessere

STRUTTURE ABITATIVE
I materiali da costruzione appaiono strettamente legati al luogo in cui si edificava : ecco le case di terra in sponda sinistra, specie dell’area novese (Fraschetta) e le case di mattoni cotti in sponda destra e ancora in sponda sinistra nella pianura verso Castelnuovo. L’analisi delle cascine è importante per comprendere i modelli di aggregazioni. Quella più semplice, è definita da un unico edificio con copertura a due falde con aia antistante. Per motivi sociali o economici, questa struttura di base si evolve come aggregazione di più edifici attorniati sulla corte che si presentano aperte o chiuse a seconda dell’estensione e della localizzazione : in terra cruda gli edifici più poveri, in mattoni cotti quelli di maggior pregio.

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