Il 5 Aprile, come la prima domenica di ogni mese, è possibile visitare Casa Barabino.
Le figure di Giuseppe Pellizza da Volpedo e Angelo Barabino rivestono un ruolo centrale all’interno della Pinacoteca Divisionismo di Tortona, accomunati da un legame profondo e inscindibile con il territorio in cui la loro arte è maturata. Oggi questo straordinario percorso si arricchisce di un nuovo capitolo: l’apertura alla pubblica fruizione di Casa Barabino. Grazie al rapporto di stima con Paolo Barabino, nipote del maestro, la Fondazione ha potuto recuperare l’abitazione e l’annesso ambiente di lavoro in cui il pittore visse dal 1915 circa fino a poche settimane prima della sua scomparsa, avvenuta nel novembre del 1950.
Il progetto di recupero e riordino degli spazi non mira a una fredda ricostruzione storica dell’atelier, ma punta a restituire l’anima del luogo. Lo scopo è trasmettere al visitatore lo stesso senso di stupore che si prova aprendo gli scuri dell’ampia finestra dello studio: respirare la presenza, quasi fisica, di un artista umile e sincero, la cui vita consacrata all’arte fu profondamente segnata dagli orrori di due conflitti mondiali.
L’apertura di questi spazi intimi è anche l’occasione per celebrare il profondo impegno civile di Angelo Barabino, votato alla costante elevazione morale e civile della cittadinanza. Il suo nome figura tra i cinquantuno fondatori della Cassa di Risparmio di Tortona nel 1911, uniti dal “Plebiscito di Concordia”. Un’attitudine che lo vide protagonista della vita pubblica tortonese: eletto Consigliere comunale nel 1907, divenne Assessore alle Belle Arti e Presidente della Commissione direttiva del Teatro Civico nel 1909, oltre che Presidente della Scuola Municipale di Musica d’Archi. Un impegno verso i più deboli che, nel 1919, gli costò l’espulsione dalla sezione socialista locale con l’accusa di “interventismo”, per aver fondato un comitato di assistenza dedicato alle famiglie povere dei richiamati al fronte.